Fondo Pensione vs ETF
Il confronto fatto con Excel da Paolo Coletti: quanto tempo impiega un investimento fai-da-te in ETF a mangiarsi il vantaggio fiscale del fondo pensione?1
Ipotesi di calcolo
- Fondo pensione: 4,5% netto/anno (dati COVIP a 20 anni: i comparti azionari rendono tra il 4 e il 5% netto); in alcune prove anche 4%1
- ETF mondiale: 7,84% al netto del TER, lordo di tasse (indice MSCI ACWI a 20 anni, 8,03%, periodo che include la crisi 2008); tassa del 26% sulle plusvalenze1
- Versamento: €5.100/anno (circa il massimo deducibile), costante1
- Fondo pensione: entra lordo (deducibile); ETF: entra già tassato all'aliquota marginale e, se il versamento al fondo passa dal datore, senza le detrazioni extra da lavoro dipendente1
- Calcolo senza TFR; il foglio non considera l'imposta di bollo dello 0,2% sull'ETF, che Coletti ammette di aver dimenticato1
- Confronto ceteris paribus: chi non versa €5.100 nel fondo se li trova in busta paga tassati all'aliquota marginale e, se perde le detrazioni extra, ridotti ancora; con aliquota 35% e €480 di detrazioni in meno restano €2.835 da investire nell'ETF1
- Con il contributo del datore, il massimo deducibile si riduce di quell'importo: Coletti applica lo sconto fiscale solo a €5.100 meno il contributo1
Da dove vengono i rendimenti
- COVIP, rendimenti medi annui netti a 20 anni dei comparti azionari: per i fondi aperti valori come 3,29% ("pessimo"), 4,08%, 4,51%, 4,66%, 4,72%, 5,07%, 5,52% e 5,90%; per i negoziali, per esempio, 4,30% (Fonchim), 4,28% (un dinamico del settore energia) e 5,14% (un fondo sanità). Coletti conclude che stanno tra il 4 e il 5%. Non usa i 10 anni perché dipendono troppo da quanto il fondo aveva investito negli Stati Uniti1
- Indici MSCI net a 20 anni (dividendi reinvestiti, TER escluso): World 8,29%, ACWI 8,03%, World equal weight 7,31%, USA 9,64%, Italia 2,89%. Il periodo è scelto apposta per includere la crisi 2008; togliendo un TER di circa 0,2% dall'ACWI si ottiene il 7,84%1
I risultati: anni perché l'ETF superi il fondo pensione
| Caso | Aliquota | Contributo datore | Anni per pareggio |
|---|---|---|---|
| Senza contributo datore, detrazioni extra €480 | 35% | No | 35-39 anni (FP al 4,5%); 31-34 con FP al 4% |
| Alto reddito, niente detrazioni extra (oltre €55.000) | 43% | No | 37 anni (FP al 4,5%); 32 con FP al 4% |
| Aliquota bassa, detrazioni extra €480, FP al 4% | 23% | No | 27 anni |
| "Giovane, povero e sfigato": senza detrazioni extra | 23% | No | 13 anni ⚠️ |
| Con contributo datore | 35% | +€500/anno (ipotesi: 2% di €30.000 = €600) | 44 anni (41 con uscita al 23%) |
| Aliquota bassa + contributo, detrazioni extra €1.000 | 23% | +€300/anno | 41 anni |
| Aliquota bassa + contributo, senza detrazioni extra | 23% | +€300/anno | 23 anni |
Le detrazioni extra da €1.000 usate in una simulazione sono state poi giudicate eccessive dallo stesso Coletti: la cifra realistica è €440-480.1
Interpretazione
- Secondo Coletti il vantaggio fiscale (deduzione IRPEF + tassazione finale 9-15% in pensione + esenzione ISEE) è così grande che l'ETF, pur rendendo oltre 3 punti percentuali in più, impiega decenni a recuperarlo1
- Con il contributo del datore di lavoro (fondi negoziali): "veramente quasi impossibile" battere il fondo pensione — 44 anni con aliquota 35%1
- Il caso sfavorevole: aliquota bassa (23%), saper investire, nessun contributo del datore e nessun TFR (quindi niente fondo di categoria e niente detrazioni extra) → l'ETF vince in 13 anni. Il fondo pensione non conviene neppure a chi non paga IRPEF (forfettari, no tax area) o ha l'imposta già saturata da altre detrazioni (incapienti). Coletti condivide con questo caso solo l'assenza del contributo del datore: la sua aliquota marginale è il 43%1
- A chi manca poco alla pensione conviene di sicuro: con aliquota 43% e pensione tra un anno, i €5.000 versati non sono tassati al 43% oggi ma al 15% tra un anno1
- Se il pareggio arriva in circa 30-35 anni e alla pensione ne mancano 40, il fondo non conviene oggi ma converrà più avanti: per Coletti si può iniziare a versare seriamente dall'11° o dal 15° anno, mettendo subito solo €50 una tantum per fissare la data di adesione1
- L'ETF ha un vantaggio che il foglio non considera: si decide quando uscire, mentre dal fondo in pratica si esce alla pensione1
- Incapienti: per verificarlo Coletti indica il rigo 50 (imposta netta) della dichiarazione, che deve essere almeno pari a €5.100 per l'aliquota marginale. Spese detraibili consistenti, come quelle per recupero edilizio e risparmio energetico, possono saturare l'imposta. Nel suo caso, con circa €6.700 di queste spese, restano ancora €5.777 di imposta netta1
- Il foglio di Coletti è volutamente grossolano (ignora per esempio le addizionali comunali); come strumento più dettagliato segnala un foglio pubblicato sul forum Finanza Online, che nel suo caso dà il pareggio dopo circa 40 anni1
Fattori che pesano
- Aliquota marginale: più alta → più conviene il fondo pensione1
- Contributo datore di lavoro: soldi che il datore versa "on top", il fattore che rende il fondo quasi imbattibile1
- Detrazioni lavoro dipendente: il versamento via datore abbassa il reddito complessivo → detrazioni maggiorate (~€440-480/anno, vedi Baco Detrazioni 730)1
- Saper investire: l'ETF deve rendere davvero intorno al 7,8% — serve un investimento disciplinato, su un asset mondiale, "senza smanettare con le ditina"1
- Permanenza: più resti dentro, più l'aliquota finale scende (15% fino a 15 anni → 9% a 35 anni); uscendo con altri motivi di solito si paga il 23%1
Vedi anche: Fondo Pensione, Paolo Coletti, Orizzonte Temporale, Baco Detrazioni 730, e nella wiki tech-economy Index Investing e ETF (il dibattito sulle regole di inclusione negli indici e sulle mega-IPO)