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OpenAI Codex

OpenAI Codex è un'app AI per il coding ("ChatGPT per power user", secondo NetworkChuck) che ora ha una versione Windows-native. Vive in PowerShell e include sub-agents, plugins e automazioni. NetworkChuck l'ha esplorata nel video "Switching back to Windows?!?", sponsorizzato da OpenAI. 1

Caratteristiche

  • Windows-native: gira in PowerShell (non WSL)
  • Sub-agents, plugins, automazioni pianificate
  • Sandbox di sicurezza: OpenAI ha costruito un sandbox Windows in oltre 15.000 righe di Rust, basato su strumenti nativi (ACL del file system, regole del firewall, restricted token) invece di una VM
  • Utenti sandbox dedicati (con e senza accesso di rete) e SID sintetici ristretti, con permessi verificabili tramite icacls

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Perché un sandbox su misura

Su Mac e Linux esistono strumenti pronti per isolare un agente (Seatbelt e bubblewrap); su Windows non c'è un equivalente, e di solito si ricorre a VM, container Docker o WSL2, più pesanti e meno integrati. OpenAI non ha usato nemmeno Windows Sandbox o AppContainer: il suo sandbox gira direttamente sul sistema dell'utente, sopra la sicurezza nativa di Windows. NetworkChuck cita come monito il caso di Google Antigravity che ha cancellato il disco di uno sviluppatore su Windows. 1

Come si comporta nella demo:

  • Di default l'agente gira con l'utente senza rete: le regole outbound del Windows Firewall lo bloccano, e un curl richiede l'approvazione esplicita dell'utente
  • Nella cartella del progetto ha pieni diritti; altrove può leggere ed eseguire (ad esempio nei Download) ma per modificare chiede il permesso
  • Modalità di permesso: default, auto review (un agente AI decide quali richieste approvare, ad esempio sì a contare file, no a download sospetti) e full access, che NetworkChuck sconsiglia pur ammettendo di usarla a volte

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Nella stessa prova Codex ha rimosso bloatware e pubblicità dal menu Start, creato un'automazione ogni sei ore per impedire agli update di Windows di annullare le modifiche, e costruito un laboratorio di hacking su Hyper-V con VM Kali Linux e Ubuntu, usando fino a sei sub-agent in parallelo. 1

Perché "Switching back to Windows"

In un sondaggio di NetworkChuck con oltre 60.000 risposte, la maggior parte del pubblico usa Windows come sistema principale; lui stesso usa Windows solo per vMix e ha un Mac come macchina quotidiana. Sostiene che il vero motivo per cui aveva lasciato Windows non era il bloatware, ma l'IA — le migliori tool AI erano su Mac/Linux, e su Windows restava WSL2. Codex nativo su Windows gli fa tornare voglia di Windows, ma dichiara di non essere ancora pronto a tornarci. Secondo lui il "Windows native" sta diventando una tendenza: OpenAI è arrivata per prima, altri (come Hermes agent) seguiranno.

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Voci correlate

  • vLLM — alternativa self-hosted per servire modelli in locale
  • ASUS GX10 — hardware locale per coding agent con OpenCode (alternativa open-source a Codex)
  • Coding Agent (wiki ai-llm) — come si lavora con i coding agent e quali modelli usarci
  • GPT 5.6 (wiki ai-llm) — il modello OpenAI le cui varianti Sol e Ultra sono attese su Codex
  • Hermes Agent (wiki ai-llm) — l'agente che secondo NetworkChuck seguirà la strada del "Windows native"

Fonti e Riferimenti