Ben Felix
Chief Investment Officer (CIO, in precedenza Head of Research) di PWL Capital in Canada, co-host del podcast Rational Reminder (insieme a Cameron Passmore e Dan Bortolotti) e divulgatore finanziario su YouTube. Lavora in PWL da 13 anni, periodo in cui la società è cresciuta da piccola realtà a gestore per clienti sia retail sia istituzionali con modello commissivo a percentuale sugli asset under management (AUM), focalizzato sul mercato canadese e senza piani di espansione in Europa. Nel gennaio 2025 PWL è stata acquisita da One Digital (tra i cui investitori figura anche il fondo pensione pubblico canadese CPP Investments), operazione nella quale Felix ha scelto di trattenere in azioni One Digital una quota superiore a quella standard prevista dal deal.1
Richiamando l'approccio alla finanza comportamentale di Meir Statman, descrive la missione di Rational Reminder come uno strumento che "serve a capire cosa farebbe una persona razionale, non necessariamente a esserlo": conoscere la scelta razionale aiuta a comprendere quando e perché si decide consapevolmente di deviare, riducendo il divario tra rendimento del portafoglio e rendimento dell'investitore.1
Posizioni chiave
- AI nel Financial Advising: utilizzo dell'AI come strumento che incorpora (embed) il giudizio professionale dei migliori financial planner di PWL (un database testuale di oltre 100 strategie abbinato alle trascrizioni dei meeting con i clienti), rifiutando l'uso di LLM generici come oracoli a cui chiedere direttamente consigli di portafoglio (soggetti a errori sottili, risposte incoerenti tra modelli e zone grigie regolamentari).1
- Factor Investing e Replicazione: un ETF indicizzato globale a basso costo resta il miglior strumento di default per l'investitore fai-da-te (per evitare il tracking error regret rispetto al benchmark); per i portafogli PWL e per il proprio applica un factor tilt moderato tramite fondi Dimensional Fund Advisors (DFA), mantenendo però umiltà (humility) — i portafogli PWL assomigliano molto più a un index fund che a un fondo 100% small cap value — alla luce della discrezionalità insita tanto negli indici quanto nei fondi fattoriali e dei problemi di replicazione e data vintage nella ricerca empirica. In Canada sostiene un home country bias (~30%) per ragioni fiscali sui dividendi, mentre per l'Europa ritiene sensato ragionare a livello di valuta (area euro).1
- Private Equity e Alternative: netto scetticismo verso la "democratizzazione" del private equity per il retail (che funge da exit liquidity per altri, con rendimenti netti misurati col PME in linea con l'azionario pubblico perché il valore viene assorbito dalle commissioni dei gestori, e con volatility laundering privo di un reale premio di illiquidità), verso strategie alternative come risk parity e managed futures ("glorified backtesting") e verso prodotti speculativi come single-stock ETF e mercati predittivi. A livello personale detiene però ~50% del proprio patrimonio netto in equity privata di One Digital, ammettendo apertamente di razionalizzare la scelta (differimento fiscale sulle azioni di small business canadesi, impatto diretto sul proprio lavoro, riduzione del rischio idiosincratico rispetto alla sola PWL e accesso a rendimenti da private equity senza pagare le commissioni di un fondo PE).1
- Decumulo e Spending Flessibile: critica all'ottimizzazione rigida del Safe Withdrawal Rate (che spinge a ridurre la volatilità con portafogli complessi) a favore di flessibilità nella spesa, pianificazione fiscale dei prelievi e timing delle pensioni pubbliche, senza stravolgimenti improvvisi del portafoglio al momento del pensionamento. Concepisce la consulenza come "helping people find and fund a good life", trovandosi più spesso a consigliare ai clienti di spendere di più che di risparmiare.1
Criptovalute: l'esperimento e il verdetto
Inizialmente del tutto sprezzante verso il mondo crypto, Felix ha deciso con Cameron Passmore di approfondire seriamente il tema dopo aver ospitato a Rational Reminder un autorevole accademico di finanza tradizionale convertitosi con entusiasmo a crypto e DeFi, realizzando una serie di 15 puntate che ha dato spazio sia ai sostenitori sia ai critici più duri (come Stephen Diehl) per rispondere con cognizione di causa alle domande dei clienti.1
Durante quello studio ha acquistato una cifra irrilevante di Bitcoin ed Ethereum non per cercare alti rendimenti, ma perché riteneva sensato "imparare partecipando" direttamente al funzionamento del sistema. Conclusa la serie di 15 episodi, il suo verdetto è che le criptovalute siano "una forma di espressione per persone che vedono il mondo in un certo modo", ma non abbiano una reale utilità né rappresentino una rivoluzione finanziaria. Ha mantenuto i token in un wallet finché l'exchange utilizzato non ha annunciato la chiusura o un'acquisizione: a quel punto ha venduto tutto per non doverci più pensare — casualmente durante una fase di ribasso del mercato, ma senza alcun panico.1
AI, mercato del lavoro e UBI
- Universal Basic Income (UBI): interrogato da Mr. RIP sulle tesi secondo cui l'automazione renderà necessario un reddito di base universale, dichiara di avere letteralmente zero opinioni sul tema.1
- Impatto dell'AI sulle assunzioni: pur riconoscendo che l'AI trasformerà il mercato del lavoro, osserva che in PWL — nonostante l'uso intensivo di strumenti AI e lo sviluppo continuo di software interni — non si registra alcun rallentamento nelle assunzioni né nel fabbisogno di personale per il proprio business di servizi professionali.1
Vedi anche: AI nel Financial Advising, Factor Investing e Replicazione, Private Equity e Alternative, Decumulo e Spending Flessibile