AI Skills e Grill-Me
Workflow per Coding Agent sviluppato e distribuito da Matt Pocock (230.000 stelle su GitHub) che codifica il processo di pianificazione, allineamento e implementazione in un set di skill leggibili e componibili. 1
Cosa sono le skill: distribuire il proprio processo
Dal punto di vista tecnico, le skill sono semplicemente una cartella di file markdown che risiede sul computer e che può essere invocata in due modi: 1
- Model-invoked skills: l'agente conosce la skill e decide autonomamente di invocarla quando serve. 1
- User-invoked skills: l'agente non ne conosce l'esistenza finché non è l'utente a invocarla esplicitamente (ad esempio tramite uno slash command). 1
Dopo aver sperimentato pipeline basate su macchine a stati finiti (ispirate al suo passato in XState) e aver visto nascere raccolte come Superpowers e Gstack, Pocock adotta le skill come meccanismo di distribuzione del proprio processo di lavoro, progettandole per essere il più semplici e ispezionabili possibile così che chiunque possa modificarle e usarle sul lavoro (vedi Harness Engineering). 1
grill-me: intervistare l'umano per colmare il gap di comunicazione
La skill più celebre del repository è grill-me (ispirata a un suggerimento di Thariq del team Claude Code: far sì che sia l'agente a intervistare l'utente): è una skill piccolissima che ordina all'agente di intervistarti senza pietà sull'argomento prima di scrivere codice. 1
- L'esperienza sul campo: Gergely Orosz racconta di averla usata per progettare un endpoint API apparentemente banale (verificare se un'email appartiene a un iscritto pagante) e di aver ricevuto 35 domande serrate — dal formato del token di autenticazione (Bearer header vs JSON body, GET vs POST) fino alla semantica esatta del rate limiting a 1.000 richieste al giorno. 1
- Comportamento emergente: pur essendo un prompt brevissimo, innesca un comportamento emergente in cui i modelli iniziano a ragionare fuori dagli schemi e a proporre idee, ricordando a Pocock le discussioni di design con gli ingegneri più senior incontrati in carriera. 1
- Decisioni che restano tue e gap di comunicazione: a differenza di un comando
/goin cui l'agente prende tutte le decisioni al posto tuo producendo codice disallineato (slop),grill-mefa emergere le scelte architetturali che restano responsabilità dell'umano (autenticazione, rate limit, cosa è in scope e cosa è fuori scope) e ti costringe a fare ricerca dove non hai le idee chiare. 1 - L'agente non ti legge la mente: tutti sottovalutano la barriera di comunicazione con l'agente; anche il modello più avanzato non conosce la tua gerarchia di valori se non gliela comunichi esplicitamente attraverso un processo strutturato di allineamento. 1
Smart zone vs Dumb zone e i Ralph loops
Perché non basta fare una lunga chiacchierata e poi chiedere all'agente di implementare tutto nella stessa sessione? Pocock riprende la distinzione tra smart zone e dumb zone formulata da Dex Horthy: 1
- Ogni token grida per avere attenzione: più contesto si fornisce al modello, più voci affollano la stanza, rendendo difficile distinguere quelle importanti e facendo perdere al modello i collegamenti logici (vedi Context Rot). 1
- La soglia dei ~150.000 token: nei modelli di frontiera attuali la smart zone corrisponde all'incirca ai primi 150.000 token, indipendentemente dalla dimensione nominale della finestra di contesto (che sia da 200k o da 1 milione di token, conta solo la quantità grezza di token e di relazioni di attenzione); superata quella soglia inizia un lento ma inesorabile degrado nella dumb zone. 1
- Ralph loops (da Geoffrey Huntley): per restare sempre nella smart zone, il loop riceve un obiettivo generale, esegue il più piccolo cambiamento possibile che avvicina all'obiettivo e poi azzera completamente il contesto (clear context). Lo stato non vive più nella memoria del modello ma sul filesystem e nell'ambiente (il codebase stesso e i file markdown di supporto). 1
to-spec e to-tickets: dal grill ai ticket
Per rendere i Ralph loops più stabili e riproducibili tramite skill, Pocock introduce due tipi di documenti generati in sequenza dopo la sessione di grill-me: 1
to-spec(documento di destinazione): trasforma la conversazione di grilling in una specifica (o PRD) che dichiara la condizione di fine del lavoro. 1to-tickets(un ticket per sessione): spezza la specifica in singoli ticket atomici (anche 30-40 ticket per un grande blocco di lavoro), ciascuno eseguito in una sessione dedicata da un loop di implementazione. 1
wayfinder: pianificazione di durata illimitata e "fog of war"
Quando il progetto da pianificare è troppo vasto per entrare in una singola sessione di grilling da 150.000 token (es. "costruiscimi un clone di Stripe"), entra in gioco la skill wayfinder, che spezza anche la fase di pianificazione su sessioni illimitate: 1
- Mappa, milestone e fog of war: al centro del flusso informativo c'è una mappa che tiene traccia di ciò che è già stato deciso, delle milestone note e della "nebbia di guerra" (fog of war) che avvolge il resto del percorso. Ogni sessione di grilling dirada la nebbia e apre nuovi nodi sulla mappa. 1
- Grafo diretto aciclico (DAG) di ticket eterogenei: la mappa si comporta come un DAG da percorrere fino alla destinazione finale, i cui nodi sono ticket di tipo diverso — non solo sessioni di
grill, ma anche prototipi, ricerca o task operativi come il provisioning di infrastruttura, arrivando a mappe da 50-100 ticket. 1 - Trasponibilità ad altri domini: poiché l'ingegneria in questo schema si riduce a discutere decisioni e compiere azioni verificabili nel mondo reale,
wayfindersi applica fuori dal codice: Pocock la usa per pianificare i propri corsi e persino per progettare e costruire un ufficio in giardino (garden office). 1
Day shift / Night shift e lavoro AFK in cloud
L'intero sistema di skill è ottimizzato per lavorare AFK (away from the keyboard) secondo il paradigma day shift / night shift: dedicare il turno diurno (day shift) alla pianificazione umana ad alta leva — lavorando in blocchi concentrati da 15 minuti su un singolo problema invece di fare context switching frenetico tra decine di terminali — e lasciare che gli agenti eseguano il lavoro pesante per ore o durante il turno notturno (night shift), trovando il codice pronto da revisionare al mattino. 1
Per rendere collaborativo il grilling e supportare i job notturni schedulati, Pocock ha inoltre abbandonato il setup di sviluppo locale in favore di una macchina remota in cloud sempre accesa, interrogata via Discord anche dal treno, anticipando il trend delle aziende (come Ramp, Stripe e Uber) in cui i platform team spostano gli ambienti degli sviluppatori nel cloud per collaborare con gli agenti direttamente da Slack o Linear. 1
Posizionamento tra i pack (2026)
Nel confronto tra i tre grandi pack di skill per agenti (vedi Pack di Skill a Confronto), il set di Pocock risponde alla domanda guida "siamo d'accordo su cosa stiamo costruendo?": concentra lo sforzo in avanti (upfront) prima della scrittura del codice attraverso grill-me, la creazione di un glossario di linguaggio condiviso di dominio, ADR (decision records), specifiche e ticket. 2 Pocock si dichiara apertamente anti-framework, sostenendo che strumenti strutturati come BDD, Spec Kit o Superpowers tolgano controllo allo sviluppatore: per questo le sue skill restano volutamente piccole, componibili e modificabili (hackable) a piacere, e grill-me si conferma la prima skill consigliata da installare quando il problema è fumoso o si lavora su un codebase destinato a durare anni. 2
Vedi anche: Pack di Skill a Confronto, Harness Engineering, Matt Pocock, Leading Words e Fondamentali del Software, Programmazione Strategica, Osservabilità e Ruolo del Giardiniere, Spec-Driven Development e Dark Factory Agentica, Coding Agent, Context Rot